Il Rapporto Annuale della Guardia di Finanza continua ad essere la principale occasione di confronto e condivisione
con gli organi di informazione dei risultati di un anno di lavoro, nei tanti e diversi settori della nostra
attività istituzionale. Nel contempo, costituisce l’occasione per riflettere su un impiego sempre più efficiente
delle risorse a disposizione per l’adempimento degli impegni futuri dell’Istituzione. I risultati illustrati nel Rapporto 2007 ci confortano. Ne scaturisce – infatti – un’immagine della Guardia di
Finanza come Istituzione moderna che, nell’ambito delle proprie attribuzioni, riesce a corrispondere alle forti
aspettative della collettività in termini di sicurezza, anche nella sua accezione più ampia che comprende la sicurezza
economica e finanziaria. Per questo, nel programmare le strategie operative del 2008, la Guardia di
Finanza ha inteso recepire pienamente il monito del Legislatore, rivolto a tutta l’Amministrazione finanziaria,
di profondere ogni sforzo possibile per il recupero effettivo dell’evasione. Partendo dal consolidamento dei
livelli di rendimento dello scorso anno, dunque, è proseguito il percorso intrapreso per migliorare ulteriormente
la qualità dell’azione ispettiva, volto a mantenere alto l’effetto di deterrenza delle attività di controllo
ed elevare anche il livello di compliance dei contribuenti, stimolando rapporti di piena collaborazione con la
nostra Istituzione. Collaborare con la Guardia di Finanza significa, infatti, elevare i livelli di legalità e di giustizia
a vantaggio dello sviluppo di tutto il Paese. Il Corpo è già in grado di intervenire con tempestività per contrastare ogni forma di evasione ed elusione fiscale,
anche quando è attuata con mezzi sofisticati e attraverso complesse architetture societarie. Ma certamente
c’è ancora molto da fare, perché sul piano qualitativo possiamo ancora migliorare. E molte sono le iniziative
in corso, su tre diversi livelli di intervento: innanzitutto, è in atto un grande potenziamento sotto il profilo
tecnologico delle attività di controllo economico del territorio, volto ad una più mirata selezione dei soggetti
da verificare e ad incrementare il contrasto al riciclaggio ed alla criminalità economica e finanziaria nel suo
complesso. Parallelamente, migliorano anche le capacità dei nostri uomini e delle nostre donne di usare gli
strumenti informatici a disposizione; in secondo luogo, stiamo razionalizzando le nostre metodologie ispettive
per calibrarle meglio alla natura dei fenomeni da contrastare ed alle caratteristiche dei contribuenti controllati;
infine, ma non ultimo, la Guardia di Finanza sta sviluppando uno sforzo continuo sul piano della formazione
per elevare costantemente la preparazione del personale, anche ricorrendo ai moderni sistemi di didattica
in e-learning. Fa parte della cultura organizzativa del Corpo, oramai da tempo, l’imprescindibile importanza
della formazione professionale, che non deve essere circoscritta a un periodo limitato di tempo ma deve
essere una “costante” lungo tutto l’arco della vita lavorativa del finanziere, la principale risorsa della Guardia
di Finanza. |
Introduzione |
La Guardia di Finanza opera per garantire la sicurezza economico-finanziaria dello Stato. Sicurezza è un concetto globale, che copre due ambiti:
- l’incolumità individuale e la salvaguardia della proprietà (mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica);
- la libertà nelle transazioni economiche dei cittadini, il corretto funzionamento dei mercati, la corretta erogazione della spesa, la tutela delle entrate dello Stato (mantenimento della sicurezza economico-finanziaria).
Il Corpo opera in via primaria nel mantenimento della sicurezza economico-finanziaria e concorre con le altre Forze di Polizia nel mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Nel 2007, il prioritario compito di Polizia economica e finanziaria è stato svolto, come di consueto, in piena attuazione della Direttiva Generale per l’azione amministrativa e la gestione emanata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, documento che individua le priorità politiche e le linee strategiche nei cui ambiti devono esser conseguiti gli obiettivi operativi. Le direttrici strategiche dello scorso anno sono state le seguenti:
- contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale, controllo economico del territorio, contrasto al sommerso d’azienda e di lavoro, al gioco illegale, alle frodi fiscali e contributive ed ai traffici illeciti.
- prevenzione e repressione delle frodi ai bilanci dello Stato, degli Enti Locali e dell’Unione Europea;
- tutela del corretto funzionamento del mercato dei capitali, dei consumatori e del sistema produttivo. Obiettivo perseguito anche attraverso la lotta al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo, il contrasto alla criminalità economica (in materia di contraffazione di marchi, pirateria audiovisiva ed agroalimentare), il controllo in tema di sicurezza dei prodotti e la vigilanza sul fenomeno del “carovita”;
- miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa ottenuto con la riduzione dei costi della gestione corrente. Ciò ha consentito, a parità di bilancio, di avere più risorse da destinare agli investimenti. Per realizzare l’obiettivo è stato applicato sistematicamente il modello del Project management, uno strumento di ottimizzazione delle risorse e dei tempi e di garanzia della qualità dei servizi resi.
Le ore di lavoro dedicate alle missioni istituzionali sono state più di 96 milioni. A queste si sommano quasi 5 milioni di ore dedicate al reclutamento ed all’addestramento. |
|